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Le persone al centro dell'innovazione

Imprese e innovazione: le persone al centro

Sostenibilità: parola tanto usata e forse abusata. Eppure oggi non si parla d’altro, soprattutto in contesti professionali e aziendali dove il termine sostenibilità non si riferisce solo all’ambito naturale.

Due i punti cruciali: sostenibilità etica sul lavoro e benessere organizzativo.

Che dire: sono tutte parole che sanno di grandezza ma cosa significa imprese e innovazione: le persone al centro?

Sicuramente porre al centro la persona e lo sviluppo delle sue competenze, nell’ambito di un processo d’innovazione che si poggia sulla formazione e l’informazione.

Il perché è molto semplice: lavorare in un ambiente nel quale il lavoratore si sente attivamente coinvolto nella vita aziendale può solo portare benefici a medio lungo termine per il lavoratore e di conseguenza per l’intera organizzazione. Esiste, infatti, una solida correlazione tra performance economica ed employee engagement, cioè quello stato dei collaboratori che consente loro di coinvolgersi attivamente e con passione nel lavoro e nella vita dell’organizzazione.

Secondo le ricerche Gallup (2013, State of the Global Workplace. Employee Engagement Insights for BUSINESS LEADERS WorldWIDE), le imprese che vantano i migliori tassi di employee engagement hanno una produttività e una profittabilità superiori delle altre, rispettivamente del 21% e del 22%.

Considera che se questi dati dicono il vero, non possono di certo tralasciare, oltre che le attività correnti, anche lo sviluppo di iniziative di innovazione. Ma andiamo maggiormente nel dettaglio per capire quanto il valore che viene attribuito alle persone rappresenti la chiave di volta per le aziende.

Imprese e innovazione: le persone al centro 

La questione ambiente, si sa, è parecchio annosa e dibattuta da decenni. Noi oggi però vogliamo concentrarci sulle persone, sulle quali la questione centrale risulta la sostenibilità ambientale in quanto considerate vere risorse del sistema mondo.

In che modo, quindi, si traduce il concetto di sostenibilità ambientale all’interno di un’ottica aziendale?

Fattore umano

Cerchiamo di fare il punto partendo dai dati. Numerose ricerche hanno fatto emergere l’impellenza di politiche per la sostenibilità ambientale aziendale, in cui far convergere performance economica, politiche sociali e ambientali delle aziende.

Tra le conclusioni adottate nella Conferenza generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, riunita a Ginevra per la sua 102esima sessione nel 2013, le tre grandi dimensioni da affrontare simultaneamente alla sostenibilità sono quella ambientale, economica e sociale.

Imprese e innovazione: le persone al centro ha un valore enormemente grande e di spessore: le aziende che influenzano i propri dipendenti, la propria catena del valore, i clienti e le comunità locali hanno un compito molto importante che incide sulla redditività. Così facendo contribuiranno alla realizzazione di ambienti che stimolino la responsabilità, il senso di appartenenza e la motivazione, creando catene di valore sempre più inclusive, ponendo sempre di più le persone al centro dell’innovazione. 

 

Benessere organizzativo: aree di applicazione

Creazione di valore: questo il focus per il benessere all’interno di ogni organizzazione che si rispetti.

Ma quali sono le aree in cui l’azienda può intervenire per cercare di creare le condizioni di benessere per il dipendente all’interno dell’organizzazione? Scopriamolo insieme!

Cultura

La prima e immancabile è senza dubbio la cultura, l’area intangibile ma al contempo strategicamente importante, in quanto capace di ispirare le attività e azioni dei dipendenti.

La cultura aziendale è il modo in cui le persone si comportano in azienda, i suoi valori. Le decisioni così come ciò che è incoraggiato rispetto a ciò che va evitato passa tutto dalla cultura aziendale. Essa rappresenta il credo dell’azienda che si riflette sul suo modus operandi con i dipendenti e con i clienti.

Pensa solo che la qualità delle persone che un’azienda è in grado di attrarre e mantenere dipende per gran parte dalla cultura che guida l’organizzazione: è proprio vero che prendersi cura della propria gente raddoppia se non triplica in maniera totalmente “naturale” la cura che i dipendenti avranno nei confronti dell’azienda e dei suoi bisogni!

Riflettendoci, infatti, Imprese e innovazione: le persone al centro ha come must la cultura, certamente il tassello più importante per ogni azienda che desidera vivere e alimentarsi di benessere nel medio lungo periodo ottenendo risultati incredibilmente unici!

Organizzazione

Dalla teoria alla pratica. Quando si parla di cultura aziendale, non si può prescindere dall’insieme di regole e processi che permettono lo svolgimento delle attività in azienda. Ecco che l’area dell’organizzazione aziendale diviene strategica in quanto favorisce senza dubbio alcuno la conciliazione tra vita privata e lavorativa e il wellbeing aziendale (come dicono gli inglesi!).

Imprese e innovazione: le persone al centro

Una vera organizzazione aziendale, infatti, è in grado di consegnare valore non solo ai propri dipendenti ma anche ai propri clienti, a inevitabile vantaggio del proprio business.

Servizi

Ogni azienda è un po’ come la società in scala ridotta: i doveri, il rispetto delle regole, dell’etica aziendale sono alla base così come i diritti per ogni dipendente i quali si compongono di una serie di servizi che il lavoratore può utilizzare sul luogo di lavoro o nel tempo libero. Tra questi le proposte culturali e ricreative capaci di risvegliare l’aspetto più umano di ogni organizzazione, perché in fondo vivere l’azienda non è altro che sentirsi parte di quella realtà che, grazie al suo “savoir faire”, è capace di tirar fuori ingegno dalle menti chiamate in causa.

Finanza

Imprese e innovazione: le persone al centro

 

Non esiste wellbeing senza un sistema di supporto finanziario rivolto alle persone, anche in caso di momenti delicati della propria vita privata: il cuore che batte, anche sul lavoro, racconta il nostro essere prima di tutto anima e sentimento oltre che cervello pensante! Scontato vero? E invece no! E’ proprio qui che la differenza subentra, la differenza tra benessere e malessere, tra ciò che è buono e ciò che è cattivo all’interno della cosiddetta “innovazione d’impresa”!

A noi questo aspetto piace sempre enfatizzarlo e portalo alla luce perché integrazione è la vera innovazione!

 

Ambiente di lavoro

Per “Area Ambiente”, infine, s’intende l’implementazione di iniziative rivolte al benessere psicofisico del lavoratore.

Non è un caso che lavorare in un ambiente di lavoro sano con spazi confortevoli, porti benessere e serenità oltre che una maggiore profittabilità nel lungo periodo. Ergo: vivere un ambiente di lavoro sano porta positività che inevitabilmente si riflette sulla vita lavorativa dei dipendenti.

 

Benessere organizzativo: sviluppo delle competenze

Formazione

Tra le perle del benessere all’interno dell’azienda, la persona e lo sviluppo delle competenze è certamente al primo posto.

Se il cambiamento si rivela la keyword preferita di questi ultimi anni, favorire l’accessibilità e quindi aprire le porte alla conoscenza e alla condivisione è necessario.

Ebbene si, l’innovazione ha un ruolo centrale dato proprio dallo sviluppo delle competenze e dal trasferimento del sapere.

Immaginiamo di stare al centro di una stanza nella quale per accedere alla stessa vi sono più porte. Ognuna di queste porte ha un nome proprio: ambiente, risorse, organizzazione. Queste porte si aprono e si chiudono in base alla corrente presente nella stanza, la stessa corrente che fa sbattere le porte quando le finestre sono aperte e cambia il tempo. Ed è qui che avviene lo scambio in un flusso reciproco.

Certo in questi casi il disquilibrio è dietro l’angolo ma se il timone è saldo, governare la corrente non solo è possibile ma necessario in quanto il cambiamento prevede un linguaggio nuovo che dovrà essere spiegato e applicato. È qui che entrano in gioco la formazione e l’informazione.

Questi i due capisaldi dell’innovazione. Il perché è molto semplice: Innovare richiede metodo e strategia e il cambiamento organizzativo presuppone un trasferimento e gestione delle conoscenze così come il rafforzamento delle capacità di apprendimento.

Cosa vuol dire tutto questo? Semplicemente che dare valore alle risorse che vivono l’azienda integrando competenze professionali e personali vuol dire dare prestigio all’azienda stessa: risorse motivate e partecipative non possono fare altro che generare profitto per l’azienda, facendo gruppo e divenendo terreno fertile per iniziative di collaborazione.

Formazione

“L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”

Nelson Mandela (Premio Nobel per la pace)

Nelson Mandela non si sbagliava: la formazione è necessaria per generare condivisione e porre le condizioni per la comprensione dei valori. È inoltre capace di allenare la mente ad aprirsi, dismettendo consuetudini per adattarsi alle esigenze di un mercato in continuo cambiamento. Questo implica inevitabilmente una buona dose di adattamento e flessibilità.

Si deduce facilmente che la formazione sta alla base della nostra cultura del cambiamento perché è qui che si concentra l’acume del sapere e della crescita delle relazioni.

Il processo di marketing automation

In un mondo digitalizzato, a mantenere le relazioni ci pensa la marketing automation: la relazione con il cliente originariamente personale, seguita e coltivata con grande dispendio di tempo ed energie, ora è gestita in modo totalmente automatico.

Con questo non si vuole certamente togliere autenticità alle relazioni bensì dargli l’enfasi che si meritano. In questo la marketing automation ha un obiettivo arduo ma non impossibile da raggiungere: il suo compito è toccare le leve emozionali più recondite, riuscirci la sua vocazione.

Per chi volesse andare più a fondo, scandagliando l’importanza della marketing automation nella gestione delle relazioni con il cliente, suggeriamo la lettura del nostro post Gestire le relazioni con i Clienti: CRM e Marketing Automation.

Ed ora? giro di vento, in attesa di nuovi orizzonti, di un mondo fatto di persone al centro, capace di garantire soluzioni sostenibili, basate su certezze, non su miti e retoriche.

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