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Incentivi stufa a pellet 2026: guida completa a bonus e agevolazioni

📅 12 Maggio 2026✍️ di Matteo Garbarini⏱️ 4 min di lettura

Incentivi stufa a pellet 2026: cosa prevede la normativa

Le stufe a pellet rimangono tra gli impianti di riscaldamento più agevolati dal governo italiano nel 2026. I principali incentivi sono quelli legati al Bonus Ristrutturazione e all’Ecobonus, che coprono una parte significativa dell’investimento iniziale.

Per il 2026, il Bonus Ristrutturazione (detrazione del 50%) e l’Ecobonus (fino al 65%) rimangono ancora disponibili, anche se le modalità di fruizione hanno subito modifiche rispetto agli anni precedenti. La principale novità riguarda il passaggio dalle detrazioni fiscali alle cessioni del credito e sconto in fattura, che consentono di usufruire dell’agevolazione direttamente al momento dell’acquisto.

È importante verificare la situazione presso l’Agenzia delle Entrate, poiché le scadenze e i meccanismi di questi bonus variano frequentemente.

Bonus stufe a pellet 2026: come funziona il Bonus Ristrutturazione

Il Bonus Ristrutturazione prevede una detrazione del 50% sulle spese sostenute per la sostituzione di impianti di riscaldamento, comprese le stufe a pellet. Questo bonus si applica agli interventi di manutenzione straordinaria su immobili già esistenti.

Per accedere al bonus è necessario:

  • Affidare i lavori a un’impresa specializzata
  • Conservare la documentazione fiscale (fatture e ricevute)
  • Comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate attraverso il portale telematico CILA o SCIA
  • Fruire della detrazione in sede di dichiarazione dei redditi

L’importo detraibile è calcolato sul prezzo di acquisto e installazione della stufa. Non esiste un tetto massimo di spesa, il che rende il bonus particolarmente conveniente per interventi di importo elevato.

Ecobonus per stufe a pellet: la detrazione fino al 65%

L’Ecobonus rappresenta l’agevolazione più consistente per chi sceglie una stufa a pellet. La detrazione raggiunge il 65% quando la stufa a pellet viene installata come parte di un intervento di riqualificazione energetica dell’edificio.

Per beneficiare dell’Ecobonus al 65%, la stufa a pellet deve essere abbinata ad altri interventi efficienti dal punto di vista energetico, oppure deve sostituire un impianto di riscaldamento tradizionale con una caldaia a biomassa certificata.

I requisiti tecnici che la stufa deve rispettare includono:

  • Rendimento termico minimo dell’85%
  • Certificazione di conformità alle norme europee (EN 14785 o superiore)
  • Installazione da parte di tecnico qualificato

Nel 2026, molte stufe a pellet di qualità soddisfano facilmente questi standard.

Incentivi stufe a legna 2026: stesse agevolazioni

Le stufe a legna godono degli stessi incentivi previsti per le stufe a pellet. Il Bonus Ristrutturazione al 50% e l’Ecobonus al 65% si applicano anche ai generatori di calore che utilizzano biomassa in forma di legna.

La principale differenza riguarda i requisiti tecnici: le stufe a legna devono rispettare standard di rendimento ancora più elevati rispetto alle stufe a pellet, con una soglia minima del 90% di rendimento termico per accedere alle detrazioni maggiori.

Come per il pellet, la legna deve provenire da fonti sostenibili e la stufa deve essere installata secondo le normative vigenti. L’installazione di una canna fumaria conforme alle norme è obbligatoria e le relative spese sono detraibili insieme all’impianto.

Come richiedere gli incentivi nel 2026

La procedura per accedere agli incentivi varia a seconda che si scelga la detrazione tradizionale oppure il meccanismo di sconto in fattura.

Con detrazione fiscale: è necessario raccogliere tutta la documentazione relativa all’acquisto e all’installazione, comunicare i dati al CAF oppure direttamente all’Agenzia delle Entrate tramite il modello 730 o Unico. La detrazione viene ripartita in cinque anni, con importi uguali.

Con sconto in fattura o cessione del credito: è possibile trasferire il bonus al fornitore, che applica direttamente uno sconto sulla fattura. In questo caso non è necessario attendere la dichiarazione dei redditi per beneficiare dell’agevolazione. È comunque importante conservare la documentazione per eventuali verifiche.

Prima di avviare i lavori, è consigliabile contattare un tecnico abilitato o un CAF per verificare la situazione normativa aggiornata e gli adempimenti richiesti nel mese in cui si intende operare.

Importi effettivi e tempistiche

L’importo lordo dell’incentivo dipende dal prezzo di acquisto e installazione della stufa. Una stufa a pellet di qualità media costa tra i 2.000 e i 4.000 euro. Con il 50% del Bonus Ristrutturazione si recuperano tra i 1.000 e i 2.000 euro. Con il 65% dell’Ecobonus si raggiungono invece i 1.300-2.600 euro.

Le tempistiche per fruire dell’incentivo variano: con lo sconto in fattura il vantaggio è immediato, mentre con la detrazione fiscale tradizionale il recupero avviene nel corso dei cinque anni successivi all’intervento.

Verifiche e documenti necessari

Prima di procedere con l’installazione è importante raccogliere:

  • Preventivo dettagliato della stufa e dell’installazione
  • Certificazione di conformità della stufa alle normative vigenti
  • Dichiarazione di idoneità statica della parete su cui sarà installata
  • Progetto della canna fumaria, se necessaria
  • Attestato di qualificazione tecnica dell’installatore

La mancanza di uno di questi documenti può impedire l’accesso agli incentivi oppure esporre a successive contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Riepilogo delle opzioni 2026

Incentivo Detrazione
Bonus Ristrutturazione 50%
Ecobonus standard 65%
Fruizione Detrazione fiscale o sconto in fattura

La scelta tra stufa a pellet e stufa a legna dipende dalle abitudini di utilizzo e dalla disponibilità di spazio. Entrambe accedono agli stessi incentivi nel 2026, a condizione che rispettino i requisiti tecnici e che l’installazione sia eseguita correttamente.

Matteo Garbarini

Grande appassionato di vinili, Matteo ha iniziato a risparmiare per ampliare la propria collezione, scoprendo come il mercato di dischi rari possa rivalutarsi nel tempo. Combina consigli pratici sulla gestione delle spese quotidiane con dritte su come individuare oggetti da collezione sottovalutati.