Pagamenti elettronici senza commissioni: ecco quando è possibile davvero
Scopri in quali casi puoi effettuare pagamenti elettronici senza commissioni e quali sono le condizioni previste dalla legge.

Pagamenti elettronici senza commissioni: panoramica normativa e operativa nel 2026
Negli ultimi anni, l’adozione dei pagamenti elettronici si è diffusa rapidamente in Italia, spinta sia dall’innovazione tecnologica che dalle politiche di contrasto all’evasione fiscale. Nel 2026, il tema delle commissioni applicate dai circuiti e dagli operatori ai pagamenti digitali rimane centrale per consumatori, commercianti e professionisti. Ma è davvero possibile effettuare pagamenti elettronici senza commissioni? E in quali casi? In questo articolo analizziamo quando e come si può beneficiare di transazioni elettroniche a costo zero, secondo la normativa vigente e le opportunità offerte dal mercato.
Pagamenti elettronici: cosa sono e quali strumenti comprendono
Per pagamenti elettronici si intendono tutte le transazioni che avvengono mediante strumenti diversi dal contante, attraverso circuiti digitali e intermediari autorizzati. Gli strumenti più diffusi includono:
- Carta di debito (bancomat)
- Carta di credito
- Carta prepagata
- App di pagamento (wallet digitali come Apple Pay, Google Pay, Satispay, ecc.)
- Bonifico bancario istantaneo o tradizionale
- Altri sistemi cashless (ad esempio, QR Code, contactless, POS mobile)
Ciascuno di questi strumenti può prevedere, a seconda dell’emittente, delle condizioni contrattuali e del circuito utilizzato, l’applicazione di commissioni sia per chi paga sia per chi riceve il pagamento.
Normativa sulle commissioni: cosa prevede la legge italiana
In Italia, il tema delle commissioni sui pagamenti elettronici è regolato sia dalla normativa nazionale sia da direttive europee. Negli ultimi anni, il legislatore ha cercato di favorire la diffusione dei pagamenti digitali prevedendo alcune limitazioni alle commissioni, soprattutto nei confronti dei piccoli importi e di specifiche categorie di esercenti.
Divieto di surcharge per il consumatore
Secondo la normativa vigente, agli esercenti è vietato applicare ai clienti una maggiorazione del prezzo (cosiddetto surcharge) per il semplice fatto di pagare con carta o altro strumento elettronico, rispetto al pagamento in contanti. In altre parole, il consumatore non deve sostenere costi aggiuntivi per la scelta del pagamento digitale rispetto al prezzo esposto.
Commissioni a carico degli esercenti
Le commissioni sulle transazioni elettroniche, in genere, ricadono sull’esercente che accetta il pagamento. Questi costi possono variare in base:
- al circuito utilizzato (Visa, Mastercard, PagoBANCOMAT, ecc.)
- al tipo di carta (credito, debito, prepagata)
- al volume dei pagamenti gestiti dall’esercente
- alle condizioni contrattuali concordate con la banca o il fornitore POS
Tuttavia, negli ultimi anni sono state introdotte norme che prevedono, per alcune tipologie di pagamenti, la possibilità di azzerare o ridurre sensibilmente le commissioni, soprattutto per i micro-pagamenti (in genere sotto una certa soglia di importo).
Quando è possibile pagare senza commissioni: casi concreti
Nonostante la presenza di commissioni per la maggior parte delle transazioni elettroniche, esistono situazioni in cui il pagamento può avvenire senza costi aggiuntivi, sia per il consumatore che per l’esercente. Di seguito i casi principali.
Pagamenti con carte bancomat o debito sotto una certa soglia
Alcuni circuiti e banche, in linea con le direttive europee, hanno introdotto condizioni particolarmente vantaggiose per i micro-pagamenti. In particolare, per importi molto bassi (ad esempio, sotto i 5 euro), molte soluzioni POS prevedono commissioni azzerate o simboliche per l’esercente, con l’obiettivo di incentivare l’uso del digitale anche per le spese quotidiane.
Questo vale soprattutto per i pagamenti effettuati tramite circuiti nazionali come PagoBANCOMAT, che spesso offrono condizioni di favore rispetto ai circuiti internazionali.
Sistemi di pagamento peer-to-peer
Alcune app di pagamento mobile (come Satispay, PayPal tra privati, Revolut, ecc.) consentono di trasferire denaro tra persone fisiche senza applicare commissioni, almeno entro determinati limiti e condizioni contrattuali. In questi casi, il trasferimento tra amici o familiari avviene a costo zero, purché non si tratti di pagamenti commerciali o professionali.
Promozioni temporanee dei provider
In alcuni periodi, banche e circuiti di pagamento possono proporre campagne promozionali che prevedono l’azzeramento delle commissioni per specifiche categorie di esercenti o per determinate tipologie di transazioni. Queste iniziative, però, sono limitate nel tempo e spesso legate all’adesione a nuovi servizi.
Bonifici istantanei tra conti della stessa banca
Molti istituti di credito offrono, tra i propri clienti, la possibilità di inviare bonifici istantanei senza commissioni aggiuntive, almeno all’interno della stessa banca e con determinati plafond. Tuttavia, per bonifici verso altre banche, possono essere previste commissioni, salvo offerte specifiche.
Pagamenti elettronici alla Pubblica Amministrazione
Attraverso il sistema pagoPA, i cittadini possono effettuare pagamenti verso la Pubblica Amministrazione (tributi, multe, tasse scolastiche, ecc.) con commissioni contenute o, in alcuni casi, azzerate, soprattutto se si utilizzano canali digitali istituzionali.
| Tipologia | Commissione per il pagatore | Commissione per l’esercente | Note |
|---|---|---|---|
| Pagamento con carta di debito sotto soglia (es. micropagamenti) | Generalmente assente | Spesso azzerata o molto bassa | Dipende da circuito e banca |
| App di pagamento peer-to-peer tra privati | Assente | Non applicabile | Solo tra privati, non per attività commerciale |
| Bonifico tra conti stessa banca | Generalmente assente | Non applicabile | Solo tra conti intestati nella stessa banca |
| Pagamenti elettronici verso la PA (pagoPA) | In alcuni casi assente | Non applicabile | Dipende dal canale utilizzato |
| Promozioni temporanee di banche/circuiti | Assente | Assente | Solo per periodi e categorie specifiche |
Limiti e condizioni: quando le commissioni sono inevitabili
Nonostante le eccezioni illustrate, nella maggior parte dei casi le commissioni sui pagamenti elettronici sono ancora presenti, almeno per gli esercenti. Questo dipende da diversi fattori:
- Tipo di carta: le carte di credito, soprattutto quelle aziendali o internazionali, possono prevedere commissioni più elevate rispetto alle carte di debito o prepagate.
- Volume di transazioni: gli esercenti che gestiscono grandi volumi possono negoziare commissioni più basse.
- Contratto POS: le condizioni variano molto tra banche, provider e tipologie di POS (fisico, mobile, virtuale).
- Importo della transazione: per importi elevati le commissioni possono incidere maggiormente.
- Destinazione del pagamento: per pagamenti internazionali o in valuta diversa dall’euro, possono essere applicate ulteriori spese di conversione.
Va inoltre ricordato che, sebbene il consumatore non debba sostenere costi aggiuntivi per il pagamento elettronico, l’esercente può essere tentato di scoraggiare i pagamenti digitali per minimizzare le proprie spese. Tuttavia, la normativa vieta esplicitamente di applicare sovrapprezzi o di rifiutare i pagamenti elettronici, se non per cause di forza maggiore (ad esempio, guasto tecnico documentato).
Pagamenti elettronici e contante: scenari a confronto
Il dibattito tra pagamenti elettronici e uso del contante è ancora molto attuale. Le recenti normative, tra cui la progressiva riduzione del limite all’utilizzo del contante, hanno ulteriormente incentivato l’uso degli strumenti digitali. Per un approfondimento sulle ultime novità, può essere utile consultare questo approfondimento sul nuovo limite prelievo contanti 2025.
Dal punto di vista pratico, il pagamento elettronico offre maggiore tracciabilità, sicurezza e comodità, ma può comportare costi di gestione sia per chi accetta sia per chi effettua il pagamento, soprattutto fuori dai casi di esenzione menzionati.
Consigli pratici per scegliere il pagamento elettronico più conveniente
Per massimizzare i vantaggi dei pagamenti elettronici e ridurre al minimo le commissioni, è utile seguire alcune buone pratiche, sia come consumatore sia come esercente:
- Preferire, quando possibile, strumenti e circuiti che prevedono zero commissioni per i micro-pagamenti.
- Valutare le condizioni contrattuali dei diversi fornitori POS e negoziare tariffe in base al volume di transazioni.
- Utilizzare app di pagamento peer-to-peer per trasferimenti tra privati, rispettando le condizioni d’uso e le soglie previste.
- Informarsi su eventuali promozioni temporanee che azzerano o riducono le commissioni.
- Conoscere i propri diritti: l’esercente non può applicare sovrapprezzi per i pagamenti elettronici rispetto al contante.
- Monitorare gli aggiornamenti normativi sui limiti all’uso del contante e sulle agevolazioni per i pagamenti digitali.
- Per la Pubblica Amministrazione, preferire il canale pagoPA, che spesso offre costi ridotti o nulli rispetto ad altri sistemi.
Punti chiave da ricordare
- I pagamenti elettronici senza commissioni sono possibili in specifici casi (micropagamenti, peer-to-peer, promozioni, pagoPA).
- Le commissioni per il consumatore sono generalmente vietate dalla legge, ma possono sussistere per l’esercente.
- È importante verificare le condizioni contrattuali e sfruttare le opportunità offerte dal mercato e dalla normativa.
- L’adozione di pagamenti elettronici è favorita dalle recenti politiche di riduzione dell’uso del contante.
In conclusione, il pagamento elettronico senza commissioni è possibile, ma solo in determinati contesti e a precise condizioni. Una conoscenza aggiornata delle regole e delle offerte disponibili è fondamentale per fare scelte consapevoli e convenienti.